Salvatore Bennici – L’uomo che si è ribellato alla mafia

Foto con la targa commemorativa a Salvatore Bennici, ucciso dalla mafia

Ci sono fatti di cui non vorremmo mai parlare ma che, una volta accaduti, non possono essere trascurati ma anzi meritano una notevole attenzione.
Non avremmo mai voluto parlare di Salvatore Bennici come vittima di mafia, avremmo voluto parlare di lui e con lui in merito alle denunce fatte contro chi minava la sua serenità personale e lavorativa.
Il 25 giugno 1994 Salvatore Bennici veniva assassinato dalla mafia per essersi rifiutato di pagare il pizzo, prima dell’omicidio era stato vittima di due diversi atti intimidatori, prontamente denunciati ma che purtroppo non gli ha permesso di evitare il peggio.
Prima l’incendio di un escavatore, quello del portone di casa qualche giorno dopo, fatti che non hanno piegato Salvatore, ostinato a proseguire per la sua strada.
La sua “colpa” è stata quella di aggiudicarsi onestamente un appalto per lavori sulla rete fognaria di Palma di Montechiaro, lavori che ha voluto portare avanti senza cedere ai ricatti delle cosche.

È mattino, Salvatore Bennici si reca nel suo cantiere di via Palma a Licata in compagnia del figlio, ad attenderli però ci sono 2 sicari che in pochi minuti esplodono 4 colpi di pistola verso l’imprenditore, costringendo il figlio ad assistere all’esecuzione.
Inutili i tentativi di rianimarlo una volta giunti in ospedale, dove purtroppo viene constatata la morte.

A distanza di tanti anni, è l’associazione “A Testa alta”, fortemente impegnata nel contrasto alle illegalità e alle logiche mafiose, a dare il giusto ricordo ad una persona che ha pagato con la vita il prezzo dell’onestà.
Nel 2014, proprio sul luogo dove è stato commesso l’omicidio, è stata apposta una targa commemorativa che, oltre a ricordare la figura di Salvatore Bennici, vuole promuovere la ribellione verso ogni sopruso perpretato dai mafiosi, in una terra come la Sicilia dove la mafia ha dominato e continua a farlo con arroganza e prepotenza, continuando a frenare ogni velleità di sviluppo economico e culturale.

Se ai nostri giorni si continua a lasciare la terra natia perché non c’è lavoro, dobbiamo vedere in noi stessi i responsabili, complici con i nostri silenzi e con i nostri voti di permettere che questo squallido sistema continui.
La mafia purtroppo esiste, si evolve e condiziona pesantemente le nostre vite, non possiamo permettere che quello di Salvatore Bennici, di Libero Grassi, di tutte le persone che si sono ribellate al racket resti un sacrificio invano.

Non possiamo permetterlo se vogliamo che la nostra terra cresca e se vogliamo essere persone realmente libere.

(Fonte foto: A Testa Alta)

2 thoughts on “Salvatore Bennici – L’uomo che si è ribellato alla mafia

  1. Ciao, complimenti per l’articolo molto bello e profondo. Ribadisco l’invito ai miei concittadini ad essere più vigili contro l’illegalità ( anche a costo di sembrare troppo “pirniciusi”), e più partecipi alla cosa pubblica con un po’ di sana autocritica che a noi licatesi di solito non piace! Angelo

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