Perché se amiamo il nostro mare, dobbiamo tornare a difenderlo

“Tanto non cambia niente”.
Sfatiamo subito questo mito.

Se nel mare di Licata non sono state realizzate la piattaforma Prezioso K e le altre opere previste nel progetto “off-shore Ibleo” dell’Eni, è grazie alla battaglia portata avanti dal comitato “No Trivelle”.
È l’immobilismo a non cambiare niente, la rassegnazione: “niente cambia niente” hanno giustamente sostenuto alcuni ragazzi, slogan che ci sentiamo di fare anche nostro.

Grazie all’azione della collettività, compatta nel difendere un bene comune (il mare), non è stato permesso all’Eni di compiere scempi sul nostro territorio.
Però tornano a minacciarci, cercando di realizzare altri progetti che risultano dannosi per la nostra collettività.
Non vogliamo le trivelle perché non portano lavoro, semmai compromettono quello di chi con il mare già ci lavora.
Non vogliamo le trivelle perché non creano indotto, semmai rischiano di compromettere la nostra salute ed il nostro territorio.
Non vogliamo le trivelle perché nel nostro mare c’è un patrimonio storico da recuperare e salvaguardare.
Non vogliamo le trivelle perché abbiamo solo da perdere.
 




 
A tal proposito è stata indetta per domenica 25 novembre, un’assemblea pubblica per discutere del tema. L’incontro si svolgerà alle ore 10 presso il piazzale interno del mercato ittico comunale.

Di seguito il comunicato stampa del “Comitato popolare contro le trivelle di Licata”:

Le trivellazioni in mare rappresentano un rischio insostenibile per tutta la comunità della costa meridionale della Sicilia. Da qualche anno, infatti, si assiste ad un vero e proprio assalto al Canale di Sicilia da parte delle compagnie petrolifere, incentivate anche da scelte politiche compiacenti da parte dei governi nazionali e regionali. Diversi sono i progetti che prevedono la realizzazione di pozzi e di opere finalizzate all’estrazione di combustibili fossili he interessano direttamente il mare di Licata.
Il progetto off-shore Ibleo, in particolare, è stato ridimensionato ma se venisse realizzata la posa in opera dell’oleodotto verso il centro di Gela, avrebbe comunque pesantissime ripercussioni sul nostro territorio e sulla sua economia.
Per fermare definitivamente questo e gli altri progetti in via di approvazione, il Comitato con le trivelle, insieme alle associazioni.. ha indetto un’assemblea pubblica per discutere del tema e per stabilire le forme di contrasto.
L’assemblea si terrà domenica, giorno 25 novembre, alle ore 10, presso il piazzale interno del mercato ittico comunale. Si invitano i cittadini, le associazioni e gli operatori della marineria e del turismo a partecipare numerosi e a diffondere l’evento.

 

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