Licatese: per fortuna o purtroppo

Foto panoramica di Licata dal porto

Io sono fiero. Io mi vergogno

 

Io sono fiero di essere licatese perché abbiamo un mare bellissimo.
Io mi vergogno di essere licatese perché quel mare l’abbiamo stuprato, anche se volendo ancora non tutto è perduto.

Io sono fiero di essere licatese perché abbiamo avuto la squadra in serie B.
Io mi vergogno perché quella squadra, come tante altre cose, ce la siamo mangiata.
Però Zeman e altri parlano ancora del Licata calcio. La storia non si cancella, ci appartiene.

Io sono fiero di essere licatese perché abbiamo un centro storico ricco di storia.
Io mi vergogno perché da quel centro storico abbiamo fatto andare via le persone. Che però ritornano quando si organizza qualcosa di bello.

Io sono fiero perché qui è nata Rosa Balistreri.
Io mi vergogno perché Rosa l’abbiamo fatta scappare, ma per fortuna adesso stiamo capendo l’errore.

Io sono fiero perché possiamo vantare un passato glorioso.
Io mi vergogno perché… è passato… e il presente non lo è. E se il futuro non si prospetta roseo la colpa è solo nostra.

Io mi vergogno perché “co acciana e acciana si fa i fatti sua”.
Io mi vergogno non di Licata ma dei licatesi che “i fannu accianari”.

Io sono fiero per i tanti concittadini sparsi nel mondo che tengono alto il nome di Licata.
Io mi vergogno perché sono dovuti andare nel mondo per avere fortuna. E io sono fiero perché comunque a molte di queste persone, in fondo, questa città un poco manca.

Io sono fiero perché abbiamo ristoranti stellati.
Io mi vergogno perché vengono solo per i ristoranti stellati, ma non è compito dei ristoranti farli restare.

Io sono fiero perché ci sono persone che hanno voglia di fare il bene comune.
Io mi vergogno perché invece vince chi si fa i fatti suoi. E siccome a farli vincere siamo noi… Siamo sempre noi che possiamo farli perdere.

Io mi vergogno perché in tv parlano delle case abusive.
Io sono fiero perché almeno qui le stiamo abbattendo. A differenza del resto d’Italia.

Io sono fiero perché Licata è stata la prima città in Europa liberata dal nazismo.
Io mi vergogno perché poco dopo siamo tornati ad essere schiavi di qualcuno.




Io sono fiero perché abbiamo tante risorse da sfruttare.
Io mi vergogno perché queste risorse non le sfruttiamo.

Io sono fiero perché il licatese è una quasi lingua: a ciavi, a cesa, a ciazza. Ci differenziamo dagli altri.

Io sono fiero perché Licata è una città oggettivamente bella.
Io mi vergogno perché i licatesi l’hanno mortificata, anche se sono i licatesi ad avere il potere di farla rinascere.

Io mi vergogno perché appena mi sposto di qualche chilometro iniziano a parlare male di Licata.
Io sono fiero perché a tanti direi che possono solo ….. sognarsela una città come la nostra.

Io sono fiero perché ho conosciuto persone che hanno deciso di trasferirsi qui e quando gli dicono “ma co tu ficia fari” gli rispondono che non siamo consapevoli di che posto abbiamo.

Io sono fiero perché quando vengono a trovarmi amici di fuori non se ne vogliono più andare.
Io mi vergogno perché se non ci sono io ad accompagnarli e spiegargli le cose, non sapranno mai niente di Licata.

Io mi vergogno perché la gente posteggia sui marciapiedi e sulla pista ciclabile.
Io mi vergogno di più perché se la pista ciclabile la facevano più larga le macchine ci potevano parcheggiare meglio.

Io mi vergogno perché non abbiamo senso civico.
E io ho la speranza che, visto che per ora si parla di legalità, magari chi è preposto al rispetto delle regole inizia a darsi una mossa.

Io sono fiero perché abbiamo il sole, il mare e si mangia bene.
Io mi vergogno perché la gente per lavorare deve andarsene fuori.

Io sono fiero perché con poco riesci comunque a vivere bene.
Io mi vergogno perché se non mi lamento non sono manco licatese.
E io mi sono rotto le palle di chi si lamenta e basta.

Io mi vergogno perché di Licata si parla solo male.
Io potrei diventare fiero perché possiamo avere un’occasione per riscattarci.

Io sono fiero perché ci sono cittadini che lottano e si impegnano attivamente.
Io mi vergogno perché altri cittadini sanno solo girarsi dall’altra parte e lamentarsi. Ed è di questi che ci si deve vergognare.

Io sono fiero perché finalmente si parla di legalità.
E io non vorrei vergognarmi del fatto che restino solo parole.

Io sono fiero perché alcuni cittadini iniziano ad alzare la testa.
E io sono speranzoso che le cose possano cambiare.

Queste righe, liberamente ispirate ad uno spettacolo dei sicilianissimi Ficarra e Picone, denotano come in fondo siano le persone a decidere da quale verso guardare le cose.
L’uomo ha nella sua natura l’arte di lamentarsi, ma ha anche la capacità di fare qualcosa di costruttivo. Nessuna città fiorisce o si distrugge da sola, sono i loro cittadini a determinarne il destino.

Il futuro di Licata lo scrivono i licatesi; sta a noi se essere fieri della nostra città oppure vergognarci.

 

 

Lascia un commento