Accadde oggi a Licata

Correva l’anno 1863 – L’eccidio di Licata

L’Italia era unita da appena due anni. 
Unita solo sulla carta, assolutamente diversa la sua popolazione. Quanto accaduto a Licata fu proprio figlio di queste differenze. 
 




 
Il 5 dicembre 1863, il deputato palermitano Vito D’Ondes Reggio in una seduta alla Camera dei Deputati a Torino illustra la gravità di quanto successo alcuni mesi prima a Licata: “Devo esprimere a voi fatti miserandi e sui quali il ministero non accetta inchiesta. Eppure non si tratta di partiti politici; ma dei diritti,della giustizia e dell’umanità orrendamente violati! I siciliani non hanno mai avuto leva militare, e repugnano ad essere arruolati”. 
Il malcontento dei giovani siciliani era molto forte, di tutte le popolazioni meridionali in realtà. Malcontento accresciuto dalla “legge eccezionale” che imponeva l’obbligo della leva, nonostante nello Statuto Albertino non vi fossero disposizioni particolari. 
La legge fu applicata con eccessiva ferocia, come il 15 agosto 1863 a Licata quando il comandante piemontese Frigerio, ordina al Comune di far presentare coloro che si rifiutavano di partire per il servizio militare.
 




 
Nel frattempo all’intera popolazione viene interrotto l’uso dell’acqua, viene imposto un ordine per tutti di restare a casa, pena la fucilazione istantanea. Nel frattempo vengono arrestati i parenti di coloro che si rifiutavano di partire per il militare, alcuni vengono uccisi a colpi di arma da fuoco, tra le vittime anche una donna incinta. Violenze simili furono perpetrate anche in altre città, coe Agrigento, Sciacca, Favara, Bahgeria, Marsala e altri ancora.

La risposta del Prefetto fu che “Nulla sapeva e nulla poteva”.

 

fonti: 

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