Assemblea popolare contro le trivelle – Licata dice no

Un dato è certo: i licatesi le trivelle non le vogliono.
A ribadirlo è il risultato emerso dall’assemblea popolare che si è tenuta domenica 25 novembre nello spazio antistante il mercato ittico.

Come si dice nel comunicato del comitato NoTriv Licata, “l’assemblea, particolarmente partecipata, ha visto la presenza di una rappresentanza di tutte le componenti sociali, economiche e istituzionali della città: della marineria, degli operatori turistici e balneari, delle associazioni civiche e del mondo del volontariato sociale, ambientalisti e associazioni delle donne, oltre al Sindaco e a una delegazione del Consiglio comunale”.
 




 
Un confronto tra le parti con un unico obiettivo: contrastare insieme la realizzazione del progetto “off-shore ibleo”, che prevede la realizzazione di un gasdotto e progetti di trivellazione nel mare antistante la costa licatese.
Nei prossimi giorni si svolgeranno iniziative volte alla sensibilizzazione, il 12 gennaio 2019 è stata indetta una grande manifestazione per ribadire il no della popolazione ai progetti dell’Eni.

 

Di seguito il comunicato stampa del comitato No Triv Licata:

Nella giornata di oggi si è svolta l’assemblea popolare convocata dal Comitato insieme a un nutrito gruppo di associazioni cittadine, il cui obiettivo era quello di rilanciare la mobilitazione contro la realizzazione del gasdotto nell’ambito dell’off-shore ibleo e contro gli altri progetti di trivellazione in mare dinanzi alla costa di Licata.
L’assemblea, particolarmente partecipata, ha visto la presenza di una rappresentanza di tutte le componenti sociali, economiche e istituzionali della città: della marineria, degli operatori turistici e balneari, delle associazioni civiche e del mondo del volontariato sociale, ambientalisti e associazioni delle donne, oltre al Sindaco e a una delegazione del Consiglio comunale.
Tutti gli interventi hanno evidenziato come la battaglia contro le trivelle sia una battaglia per la salute e per l’economia del territorio e che le comunità debbano avere il diritto di decidere quale modello di sviluppo darsi senza piegarsi alle imposizioni dei poteri economici e politici centrali. I rappresentanti istituzionali, invocando il principio dell’autodeterminazione dei territori, hanno affermato la volontà di dare seguito alla “mozione contro le trivelle”, approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale, il 9 ottobre scorso, e di voler coinvolgere immediatamente tutti i Comuni della fascia costiera e dell’hinterland, al fine di rappresentare con un’unica voce l’opposizione delle comunità locali ai progetti di devastazione del mare. L’intervento dei No MUOS ha sancito, ancora una volta, il legame di solidarietà tra collettività resistenti.
Amministrazione e organizzazioni degli operatori turistici hanno inoltre manifestato la volontà di avviare, in questi giorni, iniziative di sostegno alla denuncia inoltrata alla Commissione Europea dal comitato Stoppa la Piattaforma di Sciacca, per la violazione delle direttive riguardanti i contenuti minimi previsti per gli studi di impatto ambientale.
Per dare un segnale concreto dell’opposizione ai disegni delle compagnie petrolifere, è stata indetta una manifestazione per giorno 12 gennaio 2019 che sarà preceduta da azioni e iniziative di avvicinamento.
Come Comitato riteniamo che questa giornata abbia segnato in maniera definitiva la netta volontà, da parte di tutta la città, di schierarsi apertamente e senza mezzi termini contro i progetti di trivellazione: il nemico è il coagulo di interessi politici ed economici che ha già inferto gravissime ferite alla Sicilia e che è giunto il momento di fermare una volta per tutte.

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